Componimenti palindromici

venerdì 26 giugno 2009

' ZaiZo* geniale '

Odi parata da genio
poi no, noia.
Se noi ZaiZo* geniale
 te urge
ingegno, congegni e gru, 
e telai. 
Negoziazione sai, 
o non io, 

poi, nega data, rapido.



* equivalente fanfoleggiante di ZigZagata

martedì 9 giugno 2009

' Rime: l'emir '

Ed aver oceani,
mai onde, ore pigre.
O soli e forti o d’ore luce,
non albe
Alberi desolati miro.
Re de’ sogni, psiche,
re: del tuo esser prema.
Ode corta rimo
e trame, cetra, sono.
Ove bare sono
ne mire so donare care.
Sona favella bella,
ella pare satir’ tosta:
menar ella sa gote piene
e ne viso ceda riso.
Rime! Ori! Belle!
Danno sono novo.
M’e’ male (e dicale).
Dilla: parola è diva.
Amore, core, calore.
E’ viva l’attesa, la resa.
A rei falò, si, narrare fiele devo.
Re, pieni falo’, rimelle daro’.
Emiro, o rime, aveva le biro.
E vo dove
oribel’ aveva emiro, o rime.
Ora dell’emiro la fin.
Ei pero’ vede lei! Ferrara: n’isola fiera.
A sera la setta la’ vive.
Ero lacero, c’ero…
Ma avide, a l’ora pallide e l’acide, lame movono, no!
Sanno delle biro, emiro?
Si rade così vene e nei.
Peto gas alle rane.
Mat’ so’?
Trita sera palle, alle balle vafan…..(osera’? )
C’erano d’osè rime.
(Non osera’.)
Bevo o no?
S’arte c’e’….Marte! O mir’ atro?
Cedo a mer’ presse.
Out.
Leder…eh...Ci spingo:seder!
O rimi tal ose’?
Dire bla e bla non è cul.
Erodo i trofei, lo so,
ergi pero’
ed noia mina
e cor evade.

' Palindrom' Elezioni '

A destra issa!
Piange.
S'azzera male l'ora
per capire in Italia.
E capar delusa
nel mio passato
a burro e pane
per capire ora
Paese mio,
a tale voto vile,
a toni, segni fasulli.
Idoli dalle basi di fango!
Sai, là tieni forte
tot ilarità.
Patire vele nere n' Europa!
A, por U.E:
nere, nè, le verità.
Patir alito tetro.
Fine Italia!
Sogna fidi "sa" bella di lodi.
Illusa. Finge. Si nota.
E lì voto velata.
Eri p'acre pena?
E or ruba o tassa poi.
Ledrà pace ai lati neri
p'acre parole.
L'amarezza segna i passi.
Art seda.

' CIRANO '

Lei Cirano sona.
Ricordo, o timido eroe,
pe' naso celavi viso.
E mir. Calerà Re Sole.
Giovane pare la mano soave
e narra mere serenate.
Il là Dea nostra
( pallida sal Luna)
mi darà.
Come eder c'ero, core crede.
E mo', cara, dì.
Ma nulla sa.
Dilla p' " Art"!
Sona,ed allieta nere sere marrane.
E va'..... Oso. N' ama.
L'era pena, voi gelose, rare lacrime.
O si, viva l'è cosa. Nè pe' ore odi mito.
Odrò Cirano sonar i ciel!
!

giovedì 4 giugno 2009

Uva di filare

O miro,
girati,và,
minano
Croci
( A, no!)
dai piedi
d'argilla.
E' raro.
Passa d'era lì.
Fida, vuoi o no sai,
v'è la mia vita.
Lì fingo solo.
C'è l'ora poi d' essere musica.
Toni di notte.
Mai "Se" o "Poi".
Io, Poesia, metto nidi.
No, taci. Su me resse Dio parole.
Colo sogni filati.
Vai, male via.

Sono io uva di filare da assaporare.
Alligra di Dei, pia, donai Cor con Anima.
Vita...
Rigo
rimo.

promesse

E' serrata rima,
ludica arte.
E se ti prese,
o se portare parole
resse l'era lieta...
Riparla!
E l'ora penerà meno.
Ne' so come tirar lame
se non mi sai baloccar.
Bevi, ridi, lodi
e di me trai l'essere.
Nè vane promesse dia
o cor roco.
Ai!
D'esse mor' pena,
ve n'e' resse.
Lì Artemide idoli di rive braccò.
Là biasim' non è
se mal rari temo.
Cos'e'?
Non è mare ne parole al rapir.
A te, ilare l'esser.
E' l'ora per atro peso
e serpi tese.
E tra acidula mira
t'arrese

‘ lede fede ‘

A te mai ‘ se ‘
o patire vero umore, poi,
d’etica trova finor da papiri a se.
Ivi dura rei farà, per pena
Vangelo. Vil udì marea, rena,
lì tradir amici d’Odissea,
d’eroi della fede fedeli.
Se si lede fede falle di ore
da essi dodici mari.
D’arti la nera e rami d’ulivo
legna vane, prepara fiera.
Ridi vie, sai ripa, padroni, favor,
taci tedio pero’ muore
verità, poesia, meta.

‘ il portaborse ‘

E là mani.
Me: semimetallo fine.
Le vie ridei mezze,
pia n’é pena d’avere.
La vera l’ovatta la copre
per poca latta.
Volare, valere? Vada!
Ne’ penai.
Pezze mie? Direi veleni.
Folla, temi me
semina male?

Sognami rosa.

E sai?
Volo via.
Sognami Rosa.
C'è sale, c'è sole.
Vedi vita?
Velo se cela.
Se è caso rimango sai?
Volo via
se...

Duetto

Amar, balla!
O la' poni passi
a leggeri soni.
Vorace
e caro vino si regge.
La' issa pino,
palo,
alla brama

Eppur non ruppe

Odi?
Rode come gelosi.
Era rotto.
Sale tetra.
C'era bella aria
e preser esse, direi, fiato.
Notai,
fieri d'essere:
serpe a ira,
alle bare carte tela.
Sotto rare isole,
gemo, cedo, rido

Paciosa

Ira cede la mano.
S'apra l'amore!
Vedo rese cetre,
parole lor aperte.
C'è!
Se rode vero
mal arpa sona,
ma lede cari.

La salita ingegnosa

Issa piatto,
l'ara che i tali regge.
Lì taro dono.
Salirò, ode,
vita l'aizza là.
Pieni gradini,
ferro,
torre.
Fini d'argine
i palazzi alati vedo.
Ori là sono,
dorati,
leggeri lati.
Eh....
cara lotta, i passi