Componimenti palindromici
giovedì 29 ottobre 2009
Buon Halloween
venerdì 26 giugno 2009
' ZaiZo* geniale '
poi no, noia.
Se noi ZaiZo* geniale
te urge
ingegno, congegni e gru,
e telai.
Negoziazione sai,
o non io,
poi, nega data, rapido.
* equivalente fanfoleggiante di ZigZagata
martedì 9 giugno 2009
' Rime: l'emir '
mai onde, ore pigre.
O soli e forti o d’ore luce,
non albe
Alberi desolati miro.
Re de’ sogni, psiche,
re: del tuo esser prema.
Ode corta rimo
e trame, cetra, sono.
Ove bare sono
ne mire so donare care.
Sona favella bella,
ella pare satir’ tosta:
menar ella sa gote piene
e ne viso ceda riso.
Rime! Ori! Belle!
Danno sono novo.
M’e’ male (e dicale).
Dilla: parola è diva.
Amore, core, calore.
E’ viva l’attesa, la resa.
A rei falò, si, narrare fiele devo.
Re, pieni falo’, rimelle daro’.
Emiro, o rime, aveva le biro.
E vo dove
oribel’ aveva emiro, o rime.
Ora dell’emiro la fin.
Ei pero’ vede lei! Ferrara: n’isola fiera.
A sera la setta la’ vive.
Ero lacero, c’ero…
Ma avide, a l’ora pallide e l’acide, lame movono, no!
Sanno delle biro, emiro?
Si rade così vene e nei.
Peto gas alle rane.
Mat’ so’?
Trita sera palle, alle balle vafan…..(osera’? )
C’erano d’osè rime.
(Non osera’.)
Bevo o no?
S’arte c’e’….Marte! O mir’ atro?
Cedo a mer’ presse.
Out.
Leder…eh...Ci spingo:seder!
O rimi tal ose’?
Dire bla e bla non è cul.
Erodo i trofei, lo so,
ergi pero’
ed noia mina
e cor evade.
' Palindrom' Elezioni '
Piange.
S'azzera male l'ora
per capire in Italia.
E capar delusa
nel mio passato
a burro e pane
per capire ora
Paese mio,
a tale voto vile,
a toni, segni fasulli.
Idoli dalle basi di fango!
Sai, là tieni forte
tot ilarità.
Patire vele nere n' Europa!
A, por U.E:
nere, nè, le verità.
Patir alito tetro.
Fine Italia!
Sogna fidi "sa" bella di lodi.
Illusa. Finge. Si nota.
E lì voto velata.
Eri p'acre pena?
E or ruba o tassa poi.
Ledrà pace ai lati neri
p'acre parole.
L'amarezza segna i passi.
Art seda.
' CIRANO '
Ricordo, o timido eroe,
pe' naso celavi viso.
E mir. Calerà Re Sole.
Giovane pare la mano soave
e narra mere serenate.
Il là Dea nostra
( pallida sal Luna)
mi darà.
Come eder c'ero, core crede.
E mo', cara, dì.
Ma nulla sa.
Dilla p' " Art"!
Sona,ed allieta nere sere marrane.
E va'..... Oso. N' ama.
L'era pena, voi gelose, rare lacrime.
O si, viva l'è cosa. Nè pe' ore odi mito.
Odrò Cirano sonar i ciel!
!
giovedì 4 giugno 2009
Uva di filare
girati,và,
minano
Croci
( A, no!)
dai piedi
d'argilla.
E' raro.
Passa d'era lì.
Fida, vuoi o no sai,
v'è la mia vita.
Lì fingo solo.
C'è l'ora poi d' essere musica.
Toni di notte.
Mai "Se" o "Poi".
Io, Poesia, metto nidi.
No, taci. Su me resse Dio parole.
Colo sogni filati.
Vai, male via.
Sono io uva di filare da assaporare.
Alligra di Dei, pia, donai Cor con Anima.
Vita...
Rigo
rimo.
promesse
ludica arte.
E se ti prese,
o se portare parole
resse l'era lieta...
Riparla!
E l'ora penerà meno.
Ne' so come tirar lame
se non mi sai baloccar.
Bevi, ridi, lodi
e di me trai l'essere.
Nè vane promesse dia
o cor roco.
Ai!
D'esse mor' pena,
ve n'e' resse.
Lì Artemide idoli di rive braccò.
Là biasim' non è
se mal rari temo.
Cos'e'?
Non è mare ne parole al rapir.
A te, ilare l'esser.
E' l'ora per atro peso
e serpi tese.
E tra acidula mira
t'arrese
‘ lede fede ‘
o patire vero umore, poi,
d’etica trova finor da papiri a se.
Ivi dura rei farà, per pena
Vangelo. Vil udì marea, rena,
lì tradir amici d’Odissea,
d’eroi della fede fedeli.
Se si lede fede falle di ore
da essi dodici mari.
D’arti la nera e rami d’ulivo
legna vane, prepara fiera.
Ridi vie, sai ripa, padroni, favor,
taci tedio pero’ muore
verità, poesia, meta.
‘ il portaborse ‘
Sognami rosa.
Duetto
Eppur non ruppe
Paciosa
La salita ingegnosa
sabato 30 maggio 2009
' figli '
‘ sorgi ‘
Sorgi,
pare alba,
cera ritta.
A sane mette asole,
pazzi ravana, storie.
Eh! Gira.
Lavava capi,
tesa mano
dona.
Ma se tipa
cavava là righe
e i rot'
sanava...
Rizza pelo
saette mena.
Sa attirare,
cabla,
era pigro?
Sale.
‘ Abbagli da rete ‘
e la tela vedeva,
le crolla ala.
L'aveva l'ala.
Allor c'e'! La vede.
Vale tale attirare?
mercoledì 20 maggio 2009
L'Arca va
E dir " Alla barca si va!"
Troppa legna, ore val.
Ed è fatica, tara, riso crudele.
I fedeli l'anima lamina,
li lede fiele dur.
Così rara, tacita fede,
là vero angel apportavi.
Sacra, balla, ride,
eleva vele
' Costante incoerenza ' palindromica
(palindromo estratto 1)
Ere tese.
Arenano zattere, età e cor!
Ci sono nerei roseti,
( eran rose).
Atono c'è Nano.
S'arte c'è è n' inerte treno.
Oner, tetre "nìne",
e cetra sona n' Eco nota.
E s'orna Re i tesori.
E Re non osi croce a te eretta.
Zona nera e sete
Re!
Costante incoerenza
( palindromo estratto 2)
Oso, non oso?
Era Re n' ozio.
N' eco c'è? No, Tace.
O ere rie se sono ere nere Re.
E cetra sona accorata.
Nera Rosa c'è roca.
A cor ( è caso rar)
è nata rocca.
A no! S'arte c'è!
Ere nere sono
se sei Re reo.
E Catone coce noi.
Zone rare.
Osi riso?
sabato 16 maggio 2009
Ecco
cor apra.
Alle basse risa
malasorte vorace.
Non erro:
corre forte.
Tira lama,
Eco.
Vale, sa.
Si riverbera là
o suda tono.
IhIhIh...
E lame dirette mira,
nelle nari mette.
Ride male.
Hihihi
O nota d'uso alare.
Brevi risa
se la voce ama Lari.
Tetro ferro, corre.
Non è caro.
Vetrosa lama, sir', essa.
Bella arpa,
roco sire,
lai nega.
Per forza un titolo, eh? Indovinalo
Sorgi,
pare alba,
cera ritta.
A sane mette asole,
pazzi ravana, storie.
Eh! Gira.
Lavava capi,
tesa mano
dona.
Ma se tipa
cavava là righe
e i rot'
sanava...
Rizza pelo
saette mena.
Sa attirare,
cabla,
era pigro?
Sale
Palindrom' Antonio e Cleopatra
A! Sopire di mari pe' Dama di Re.
Eri Dama de' Piramide.
Riposa ire Nilo.
Era mora,
maliava dotti,
gelida, cerea.
Odi per te
ai " Veri" elevò.
Ore nere a le nere sorti Re.
Di veleno ella desiderò perire.
Ala mari e amori dama,
e sorelle della Dea.
Loro dol a te pare, illusa?
Fiori far te eroi.
Fiore è tra fiori fasulli.
Era petalo d'oro, la' è.
Dalle delle rose. Ama!
Di roma è ira mala.
Eri Re?
P'ore, di sè,
dal leone le vide, ritrose,
( Re ne l'aere nero)
vele ire via.
E' trepido aere cadi.
L' Egitto dava il amaro mare.
Oli neri, dolo.
O l'odi Re Nilo?
Don Chisciotte della Mancia ( Palindrom' eroi )
E cozza pe' ore nei mulini, vidi.
E rango se regnai!
Prono, loco, mina la sua dama.
Lotta mere verità per soavi sogni.
Marrano desìo, avrò ogni mar.
O il Giglio niveo
Ama.
O è vino il Giglio?
Ramingo or va'.
Oi, se donar ramingo 'sì va'?
O se patir è vero?
E' matto!
Lama dà, usa l'animo co' l'onor!
Piangere, sognare i divini lumi.
E' n' Eroe pazzo.
C'è uso Sancho.
Ride!
mercoledì 22 aprile 2009
Palidrom' Otello
Errò moro Re!
P' Iago eri, e la gelosia,
e lo domina lo colore nero.
"M'aprirò, me roco,
le vene per te.
Ti dirò: é neve l' anima,
le lama, fa' male,
lamina le vene
or di tetre pene.
Velo core.
Morir p' amore,
nero loco l'animo dole."
Ai so, lega lei, reo!
Gai, per oro mor Re!
Ama d' oro Dama!
lunedì 20 aprile 2009
‘ epigrafe ‘
E, mort’era miele!
Tonai: ‘ pianga l’aria,
l’ora, pene, breve s’odora ‘.
Gelsomini miei,
mia fissa pietra, potei,
libro d’orbi, lieto parte!
I passi fai miei,
minimo slegar odo,
sever bene ,’ parola ‘.
Ira lagnai piano
te, lei, ma retro me.
domenica 19 aprile 2009
' Vonio e il Drago '

Opale pare esso.
Ala, voce nera,
ei voce a nate dive eleva.
Là vedo rosso re.
A, Eva, animal atroce!
Esso è là.
Lo vide eroe, Vonio, penare.
A, vate pio, e dir a te posso?
E a Eva?
E par oro....
Rape avea! E osso.
Peta, ride,
oi petava
eran (e poi!) nove ore.
E Divo là le osse
e corta lamina avea.
E rosso rodeva là, vele.
E vide tana e covi e arene.
Cova là osse e rape.
Là, poeti, v'e' arie atone.
Ulisse
E lo sa , donna, và l'eroe
per amari mari.
E so, Re, ere nere,
se la' ti vide, tu, mera dama,
vela d'ogni mar.
O serene vele vanno dove Dio vole!
E nere sirene, Veneri serene
Odo la fina melodia.
Ma s'oro mi tingo d' eroe?
E vivrò, lo dico,
vari mari e polene passo.
Rossa Penelope ira mira.
Voci, dolor vive
e ore d'ogni timor osa!
Mai dò le mani. Falò dò.
E nere sirene, Veneri serene.
E lo voi, devo Donna.
Vè le vele nere.
Sò ramingo d'ale
v' ama dare, ( muti di vita )
le sere nere e rose.
Ira mira mare: posa Re!
E ore là vanno da sole.
O me filo porgi, padre, per pace!
mercoledì 15 aprile 2009
‘ peccar. . .tracce ‘
c’ero!
Muri, sera, luce,
serene cerca là, sete.
Cor coronò,
mano onorò
croce tesa, l’acre cenere
secular
e sì rumore, case.
Passata marea.
‘ ispirazione ‘
A valle, o Dono, eleva là Arte.
E' melassa, è miele,
e trae e mette le ali.
Fami: le ore dar a toni!
Là v'e' coro roco e dice
"Dalle are nere pas' anima, lamina sapere!"
Nera Ella decide
"O cor, oro c'e'! Vali! Nota raderò"
E lima fila elette: Me!
E' arte e Lei Me assale! Me!
E tra ala, vele o nodo
Ella va e vara la via
sabato 11 aprile 2009
Umanità castigata.
Già ridi, messo, Re;
s'ormai sale eco, va su."
E Socrate Iva non ama, aduna reotassi o la pietà da lupo?
Coniò ignavi: i giulivi di revisionato novilunio, di girar felici la sera.
Sub a iudice: dì l'uvola, Tax è vanità; l'atto Lg.
Glotta latina vexata, l'ovuli decidui. Abusare salicile, Fra-Rigido in ulivo.
Nota
Copula d'atei: palo issato, era nuda.
Ama, non a vietar cose usa voce; e là "Siam rose rosse" mi dirai gaio, baro.
E lì, baro s'è arreso.
' ore di vetro '
Ore di vetro per te,
loro, fra far afono d’or ore.
Via vai!
Rado suono d’inno sacrale,
là vela, tra cielo e mare
varie catene, voi, giacer a l’agire vano
del regger rose, se rosse dà, e traman,
a rimirare meta, di moniti
mordo l’odrò miti nomi da temerari,
miran amar te, adesso rese.
Sorregger le dona v’e’ riga,
la recai giovane. Tace ira.
Vera me o lei carta,
levale l’arca, sonni, dono,
uso d’aria. Vai!
Vero rodono, farà far foro,
le tre porte videro.
' vedrem '
E rodo mar e ramo d’orE
Rarefar or orafe raR
Dì al poi pio plaiD
Ergi tigrE
V
Ergi tigrE
Di al poi pio plaiD
Rarefar or orafe raR
E rodo mar e ramo d’orE
Me doma,lì cinici,là modeM
Erede far forte, te, tetro, fra federE
Ridar tra mari, dì diramar, tradiR
Ode valido, lì si lodi, là vedO
D’uso: nolo, volo, no suD
Onor tradì dar tronO
Medi, erti tre ideM
Atono loto lo notA
Raro doraR
ErrE
Raro doraR
Atono loto lo notA
Medi, erti tre ideM
Onor tradì dar tronO
D’uso: nolo, volo, no suD
Ode valido, lì si lodi, là vedO
Ridar tra mari, dì diramar, tradiR
Erede far forte, te, tetro, fra federE
Erodo mare e ramo d'ore
Due disposizioni, due titoli, uguale palindromo '
‘ viavai ‘
Viavai, viali vitrei,
s’e’ l’ora per te, l’odo,
lo so, sai salpare
Per aplasia,
s’oso lodo le tre parole.
Sì erti vil ai viavai.
Per aplasia,
s’oso, lodo le tre parole.
Sì erti vil ai viavai,
viali vitrei.
S’è l’ora per te, l’odo,
lo so, sai salpare.
' Haiku palindromo '
d’ardor odrà dirò ma
ridirai mia
‘ dispositivo notarile ‘
‘ Periplo palindromo ‘
vero d’animo noti, pace,
reca pace cor
Colpire, pare, Dei salati
d’unico fine:
‘ seni, foci, nudità ‘.
Là siederà periplo
croce capace, recapito.
Nomina d’ore
varierà desio.
' tele Babele '
virai mere, Gio’,
piede, ne vo’.
Noto, vedo legna,
voce ibrida d’arte, i Paradisi.
Vi si darà pietra, da dir
‘ bieco Vangelo ‘.
Devoto, novene, Dei,
poi Geremia
rive, ire, senno,
dama dalle trama.
‘ guardian ‘
Alone l’è vela van ah!
Otre feroce lì ressa e’ Lei
frodar balli vidi, ladra!
E’ morte ideale, era nera,
manipolò nidi, filoni, burroni
fra vele. Lai sai l’elevar
finor rubino lì, fidino.
L’opina mare, è là, è dietro me
arda lidi vil, Labrador
fiele, asserì l’eco, refertò,
‘ ha navale veleno là ‘.
' Sbronza in party '
1 - E
1 - ti
2 - vale
3 - con i vip?
5 - Passi bere bis !
8 - Sappi: vino cela vite
" Haiku palindromo "
dicitor erotici
da rupe trae
[ P.B. ]
Trittici palindromici
porte vere vetro,
pesi relativi: dotta.
Ero lati rissa sorda,
l'avaro dato t'adorava,
ladro sassi: ri-latore.
Trittici palindromici:
‘ Sfogliando le parole ‘
E' libello
bel lemma "mammelle"
bolle bile.
'Nei pressi del deretano'
Odoro l'osso sacro.
Palle della porca.
S.O.S., solo rodo!
Palindromata burina:
Ingessare l'osso flesso là.
Lui pare non amorar, fosse fesso!
Frà, Roma non era più là.
L'osse 'l fosso le rassegni.
‘ A te il la ‘
Taide, accesa d'ira,
annoda l'alluci:
caso raro, dolore vano.
Usa nera cera
per calamitare pseudo serpi.
Rode atroce male; talamo allieta.
A TE IL LA.
O, ma la tela m'è corta
ed o' ripreso due sperati.
Ma la crepa reca rena
(suona vero)
L'odor a' rosa:
ci culla la donna
arida, secca
e di atono decor palese.
Roca Anì vide nani.
O nano, utile icona
fa danno, donna.
Da Fano cieli tuonano:
inane, divina
a Corinna, non Annina
' Timori dirò mite. '
per ipotetica sorte,
non credo poter nascere
se poi mi raggiunge la morte.
per una iperonimia
malanimo dotto
sotto domina,
là,
mai minore.
Pianure
Poeta.
Autore,
per idea,
fato.
No
se poi
me tocca
trapasso.
L’ossa par tacco
Te mio peso,
nota,
fa e dir
è
però,
tua.
‘ idea d’aedi ‘
L’amar a' di musi
duri di rudi,
s’umida rama, l’idea,
darà merda malevola
depenalizza pazzi.
Là ne pedalò vela madre.
Mar a’ d’aedi.
‘ idea di vie ‘
S’odon navi
d’Ivan
nodose, ivi,
d’aedi
RiR
OdO,
Dire D'
OltrepassatO
Mare qui troviaM
Anelo ansiosa di veder quella velA
Rispuntare all' orizzonte per poi, troppo presto, vederla ripartiR.
E mi pare già di udire il suono delle avventure narrate e delle belle sirene là incontratE
Rimango stupita, mi sembra di scorgerle tra le alte onde danzaR.
Aleggia nel mare, sognante fantasiA,
Meravigliati miriaM
Or OceanoO
Dolce, D'
OrO
RaR
E'.
E se.....
Il Nano iseo
Poesia.
O mira Iseo
per te
C'è suono.
Sonano.
O Nano
sono use cetre.
Poesia rimo a Iseo.
Par udire!
Palindrom_Ira

E' l'ora per udire,
seri,
dure parole.
Or amara maledico
velata nera notte.
Male!
E cari amici
le fanno danno,
Dama,Madonna,
Donna,
Felici.
Ma ira c'è.
E la metton
arenata
le voci
de l'amar amaro.
E' l'ora per udire,
seri,
dure parole.
L' amore e l' odio.
l'amore?
A so l'idea!
Mirate amici
le fortune minate.
O so, lo so..
i doveri di dire t'ama.
Amate!
Ridi dire v'odio.
so, lo so et
anime nutro felici.
Ma età rima è di "lo sa?"
Ero mal o tono noto
l'amare?
Palindrom_Eden
Erede v'è d' ogni fallo
se lame erette mi paion
(eri tra miele e dolore) ieri,
e dopo dono simili, vere,
odo lì morte. Voto vile.
E lì, voto vetro, mi lodo.
Ere vili!
Mi sono, dopo, Dei rei!
Ero lode e lei martire, noi api.
Metter è male,
sol là fingo de vedere ere serene.
Ere vane. Delusione!
E da re prono. O v'è Dio per ogni cosa! E noi n' rosso Re. E no! Da là finge sogni Marte a voi. D' amar tramare. Parole sue. Zitto, ne
D'
idi
rumor
ascolto!
Poi lodi diam
a invincibili eroi,
rose portiam sulle loro tombe gloriose
infiniti melodici canti nel cielo s'elevano sempiterni
dicendo storie vere di guerra e d'amor,
intrecciando valorose
rime coi cuori.
O, grande
morir
ivi
è!
Ei morì d'ira.Pari dirò mie ire ieri
Palind_rosa!
O v'è Dio per ogni cosa!
E noi n' rosso Re.
E no!
Da là finge sogni
Marte a voi.
D' amar tramare.
Parole sue.
Zitto, nera rossa rosa poi
( o irati Dei) mi donò.
Noi, a promesse reperiam
ire per esse.
Mor!
Paiono nodi mie dita.
Rio, io passo raso rare notti.
Zeus, è l'ora per amar.
Trama Dio .
Và!
Et ramingo segni fà l' Adone
Eros sornione.
A so! Cingo Re
poi devo onor per Ade!
Palindrom' Eco!
Si, ei mi ride, voce o soave.
Mò corre ogni filo sottile da me.
Dev' il gelo saper cromare
p'essere liberi.
E' vero l'odio per te
e udon uomini mia voce.
E tetro, forte, te Eco vai!
Minimo uno, due e tre poi dolore v'è!
Ire, bile, resse per amor.
Crepa!
Sol egli vede ma delitto soli fingo.
Erro, com' Eva oso.
Eco v'è, dir i miei sogni.
Ma rossa poi sedevo.
Era male?
Malinconoia
la malìa.
Mi minò
mono-noia.
Lima la lama, la lima.
Ami la lama, la lami.
Là Io!
Non omonimi mai là.
Mali a l' anima mia!
ERCULES
O è dono de Ercole
rar immani fatiche.
Erano dodici.
Dal leone all' Idra.
Animali Diomediani.
Augia.
O eroe greco.
E nivi dei, Zeus è padre.
Perda pè sue zie divine.
Docer Geo reo.
A i guai in ade.
Mò i " di là" mina. Ardi là!
Là dici dò, donare.
Eh! Cita fin ammirare.
Lo credono Deo!
venerdì 10 aprile 2009
‘ epigrafe ‘
Tonai: ‘ pianga l’aria,
l’ora, pene, breve s’odora ‘.
Gelsomini miei,
mia fissa pietra, potei,
libro d’orbi lieto. Parte!
I passi fai miei,
minimo slegar odo,
sever bene ‘ parola ‘.
Ira lagnai piano
te, lei, ma retro me.
' alcuni di PierBeccuccio '
E lei mi dica, braman iatture?
Ma or adite? Voi parolieri di du' sogni?
L'osar
è solo di eroi fare rango seculare.
Maledire la mano, non ama, le ride la mera luce.
Sognare rafi.
O! Re idolo, 'sera, solingo sudi,
Direi l'ora, piove.
Ti darò, erutta in amar, baci di miele.
gioire di se,
d'alloro.
Con gerle
d'ogni losanga
l'amor
a donna donarono,
non adirerete,
s'è corta allusione,
E noi sulla
atroce sete.
Re ridano, non ora, no!
Danno, d'aroma lagna,
solingo del regno,
corolla,
desiderio ignave.
Ogni mar era,
mare vide idolatri,
- alle navi re d'ami -
non alle dame,
tema dell'anonima deriva.
Nella irta lo diedi,
ver amare ramingo.
penna,
ritengo
grevi vergogne tiranne
poi ama lacrime ..."
cortili
di vetro paion.
Noia.
Porte,
vidi litro certo
Italo:
ivi, dopo,
rete
io ubicai,
sì da rapire
neonate
a Gaetano
e neri,
paradisiaci
buoi,
eteropodi
violati.







