Componimenti palindromici

giovedì 29 ottobre 2009

Buon Halloween

Ora...poni,
s'adesso faci venisser a dir:
"Tu!
Per lai sona malasorte!
(Vedi? Ride)
E rei fili divelle bene.
V'e' la morte!
Ma su! Crolla!
" Direi:"
Livella, sono dono.
N'odono s'allevi l'ieri.
D'allor c'usa metro male.
V'e' n'e' belle.
Vidi li' fiere,
e d'iride vetrosa.
La mano, si, al re,
putrida ressi."
Nevica.
Fosse d'asino paro.

venerdì 26 giugno 2009

' ZaiZo* geniale '

Odi parata da genio
poi no, noia.
Se noi ZaiZo* geniale
 te urge
ingegno, congegni e gru, 
e telai. 
Negoziazione sai, 
o non io, 

poi, nega data, rapido.



* equivalente fanfoleggiante di ZigZagata

martedì 9 giugno 2009

' Rime: l'emir '

Ed aver oceani,
mai onde, ore pigre.
O soli e forti o d’ore luce,
non albe
Alberi desolati miro.
Re de’ sogni, psiche,
re: del tuo esser prema.
Ode corta rimo
e trame, cetra, sono.
Ove bare sono
ne mire so donare care.
Sona favella bella,
ella pare satir’ tosta:
menar ella sa gote piene
e ne viso ceda riso.
Rime! Ori! Belle!
Danno sono novo.
M’e’ male (e dicale).
Dilla: parola è diva.
Amore, core, calore.
E’ viva l’attesa, la resa.
A rei falò, si, narrare fiele devo.
Re, pieni falo’, rimelle daro’.
Emiro, o rime, aveva le biro.
E vo dove
oribel’ aveva emiro, o rime.
Ora dell’emiro la fin.
Ei pero’ vede lei! Ferrara: n’isola fiera.
A sera la setta la’ vive.
Ero lacero, c’ero…
Ma avide, a l’ora pallide e l’acide, lame movono, no!
Sanno delle biro, emiro?
Si rade così vene e nei.
Peto gas alle rane.
Mat’ so’?
Trita sera palle, alle balle vafan…..(osera’? )
C’erano d’osè rime.
(Non osera’.)
Bevo o no?
S’arte c’e’….Marte! O mir’ atro?
Cedo a mer’ presse.
Out.
Leder…eh...Ci spingo:seder!
O rimi tal ose’?
Dire bla e bla non è cul.
Erodo i trofei, lo so,
ergi pero’
ed noia mina
e cor evade.

' Palindrom' Elezioni '

A destra issa!
Piange.
S'azzera male l'ora
per capire in Italia.
E capar delusa
nel mio passato
a burro e pane
per capire ora
Paese mio,
a tale voto vile,
a toni, segni fasulli.
Idoli dalle basi di fango!
Sai, là tieni forte
tot ilarità.
Patire vele nere n' Europa!
A, por U.E:
nere, nè, le verità.
Patir alito tetro.
Fine Italia!
Sogna fidi "sa" bella di lodi.
Illusa. Finge. Si nota.
E lì voto velata.
Eri p'acre pena?
E or ruba o tassa poi.
Ledrà pace ai lati neri
p'acre parole.
L'amarezza segna i passi.
Art seda.

' CIRANO '

Lei Cirano sona.
Ricordo, o timido eroe,
pe' naso celavi viso.
E mir. Calerà Re Sole.
Giovane pare la mano soave
e narra mere serenate.
Il là Dea nostra
( pallida sal Luna)
mi darà.
Come eder c'ero, core crede.
E mo', cara, dì.
Ma nulla sa.
Dilla p' " Art"!
Sona,ed allieta nere sere marrane.
E va'..... Oso. N' ama.
L'era pena, voi gelose, rare lacrime.
O si, viva l'è cosa. Nè pe' ore odi mito.
Odrò Cirano sonar i ciel!
!

giovedì 4 giugno 2009

Uva di filare

O miro,
girati,và,
minano
Croci
( A, no!)
dai piedi
d'argilla.
E' raro.
Passa d'era lì.
Fida, vuoi o no sai,
v'è la mia vita.
Lì fingo solo.
C'è l'ora poi d' essere musica.
Toni di notte.
Mai "Se" o "Poi".
Io, Poesia, metto nidi.
No, taci. Su me resse Dio parole.
Colo sogni filati.
Vai, male via.

Sono io uva di filare da assaporare.
Alligra di Dei, pia, donai Cor con Anima.
Vita...
Rigo
rimo.

promesse

E' serrata rima,
ludica arte.
E se ti prese,
o se portare parole
resse l'era lieta...
Riparla!
E l'ora penerà meno.
Ne' so come tirar lame
se non mi sai baloccar.
Bevi, ridi, lodi
e di me trai l'essere.
Nè vane promesse dia
o cor roco.
Ai!
D'esse mor' pena,
ve n'e' resse.
Lì Artemide idoli di rive braccò.
Là biasim' non è
se mal rari temo.
Cos'e'?
Non è mare ne parole al rapir.
A te, ilare l'esser.
E' l'ora per atro peso
e serpi tese.
E tra acidula mira
t'arrese

‘ lede fede ‘

A te mai ‘ se ‘
o patire vero umore, poi,
d’etica trova finor da papiri a se.
Ivi dura rei farà, per pena
Vangelo. Vil udì marea, rena,
lì tradir amici d’Odissea,
d’eroi della fede fedeli.
Se si lede fede falle di ore
da essi dodici mari.
D’arti la nera e rami d’ulivo
legna vane, prepara fiera.
Ridi vie, sai ripa, padroni, favor,
taci tedio pero’ muore
verità, poesia, meta.

‘ il portaborse ‘

E là mani.
Me: semimetallo fine.
Le vie ridei mezze,
pia n’é pena d’avere.
La vera l’ovatta la copre
per poca latta.
Volare, valere? Vada!
Ne’ penai.
Pezze mie? Direi veleni.
Folla, temi me
semina male?

Sognami rosa.

E sai?
Volo via.
Sognami Rosa.
C'è sale, c'è sole.
Vedi vita?
Velo se cela.
Se è caso rimango sai?
Volo via
se...

Duetto

Amar, balla!
O la' poni passi
a leggeri soni.
Vorace
e caro vino si regge.
La' issa pino,
palo,
alla brama

Eppur non ruppe

Odi?
Rode come gelosi.
Era rotto.
Sale tetra.
C'era bella aria
e preser esse, direi, fiato.
Notai,
fieri d'essere:
serpe a ira,
alle bare carte tela.
Sotto rare isole,
gemo, cedo, rido

Paciosa

Ira cede la mano.
S'apra l'amore!
Vedo rese cetre,
parole lor aperte.
C'è!
Se rode vero
mal arpa sona,
ma lede cari.

La salita ingegnosa

Issa piatto,
l'ara che i tali regge.
Lì taro dono.
Salirò, ode,
vita l'aizza là.
Pieni gradini,
ferro,
torre.
Fini d'argine
i palazzi alati vedo.
Ori là sono,
dorati,
leggeri lati.
Eh....
cara lotta, i passi

sabato 30 maggio 2009

' figli '

Oro, i nei.
Pittur' farò e rime?
Sogno, per re.
Tu sogni, psiche?
Eroi fieri?
Donne solari?
Truppe?
E me, solo sogno pire.
E tali fiamme senno dimorano:nidi.
Ridi?
Non aromi, donne, semmai filate.
E ripongo solo seme.
Eppur....tiralo!
Senno' direi " Fiore, eh, ci spingo"
Su terre pongo semi, re.
Ora frutti pieni: oro.

‘ sorgi ‘

E' la'.
Sorgi,
pare alba,
cera ritta.
A sane mette asole,
pazzi ravana, storie.
Eh! Gira.
Lavava capi,
tesa mano
dona.
Ma se tipa
cavava là righe
e i rot'
sanava...
Rizza pelo
saette mena.
Sa attirare,
cabla,
era pigro?
Sale.

‘ Abbagli da rete ‘

Era ritta
e la tela vedeva,
le crolla ala.
L'aveva l'ala.
Allor c'e'! La vede.
Vale tale attirare?

mercoledì 20 maggio 2009

L'Arca va

Eleva vele
E dir " Alla barca si va!"
Troppa legna, ore val.
Ed è fatica, tara, riso crudele.
I fedeli l'anima lamina,
li lede fiele dur.
Così rara, tacita fede,
là vero angel apportavi.
Sacra, balla, ride,
eleva vele

' Costante incoerenza ' palindromica

Costante incoerenza.
(palindromo estratto 1)

Ere tese.
Arenano zattere, età e cor!
Ci sono nerei roseti,
( eran rose).
Atono c'è Nano.
S'arte c'è è n' inerte treno.
Oner, tetre "nìne",
e cetra sona n' Eco nota.
E s'orna Re i tesori.
E Re non osi croce a te eretta.
Zona nera e sete
Re!


Costante incoerenza
( palindromo estratto 2)

Oso, non oso?

Era Re n' ozio.
N' eco c'è? No, Tace.
O ere rie se sono ere nere Re.
E cetra sona accorata.
Nera Rosa c'è roca.
A cor ( è caso rar)
è nata rocca.
A no! S'arte c'è!
Ere nere sono
se sei Re reo.
E Catone coce noi.
Zone rare.

Osi riso?

sabato 16 maggio 2009

Ecco

A geniale riso 
cor apra. 
Alle basse risa 
malasorte vorace. 
Non erro: 
corre forte. 
Tira lama, 
Eco. 
Vale, sa. 
Si riverbera là 
o suda tono. 
IhIhIh... 
E lame dirette mira, 
nelle nari mette. 
Ride male. 
Hihihi 
O nota d'uso alare. 
Brevi risa 
se la voce ama Lari. 
Tetro ferro, corre. 
Non è caro. 
Vetrosa lama, sir', essa. 
Bella arpa, 
roco sire, 
lai nega.


Per forza un titolo, eh? Indovinalo

E' la'. 
Sorgi, 
pare alba, 
cera ritta. 
A sane mette asole, 
pazzi ravana, storie. 
Eh! Gira. 
Lavava capi, 
tesa mano 
dona. 
Ma se tipa 
cavava là righe 
e i rot' 
sanava... 
Rizza pelo 
saette mena. 
Sa attirare, 
cabla, 
era pigro? 
Sale


Palindrom' Antonio e Cleopatra

Oli neri. 
A! Sopire di mari pe' Dama di Re. 
Eri Dama de' Piramide. 
Riposa ire Nilo. 



Era mora, 
maliava dotti, 
gelida, cerea. 
Odi per te 
ai " Veri" elevò. 
Ore nere a le nere sorti Re. 
Di veleno ella desiderò perire. 
Ala mari e amori dama, 
e sorelle della Dea. 
Loro dol a te pare, illusa? 
Fiori far te eroi. 
Fiore è tra fiori fasulli. 
Era petalo d'oro, la' è. 
Dalle delle rose. Ama! 
Di roma è ira mala. 
Eri Re? 
P'ore, di sè, 
dal leone le vide, ritrose, 
( Re ne l'aere nero) 
vele ire via. 
E' trepido aere cadi. 
L' Egitto dava il amaro mare. 


Oli neri, dolo. 
O l'odi Re Nilo?


Don Chisciotte della Mancia ( Palindrom' eroi )

E dir Ohc! Naso su. 
E cozza pe' ore nei mulini, vidi. 
E rango se regnai! 
Prono, loco, mina la sua dama. 
Lotta mere verità per soavi sogni. 
Marrano desìo, avrò ogni mar. 

O il Giglio niveo 
Ama. 
O è vino il Giglio? 

Ramingo or va'. 
Oi, se donar ramingo 'sì va'? 
O se patir è vero? 
E' matto! 
Lama dà, usa l'animo co' l'onor! 
Piangere, sognare i divini lumi. 

E' n' Eroe pazzo. 
C'è uso Sancho. 
Ride!


mercoledì 22 aprile 2009

Palidrom' Otello

Ama d'oro Dama! 
Errò moro Re! 
P' Iago eri, e la gelosia, 
e lo domina lo colore nero. 
"M'aprirò, me roco, 
le vene per te. 
Ti dirò: é neve l' anima, 
le lama, fa' male, 
lamina le vene 
or di tetre pene. 
Velo core. 
Morir p' amore, 
nero loco l'animo dole." 
Ai so, lega lei, reo! 
Gai, per oro mor Re! 
Ama d' oro Dama!


lunedì 20 aprile 2009

‘ epigrafe ‘



E, mort’era miele!
Tonai: ‘ pianga l’aria,
l’ora, pene, breve s’odora ‘.

 Gelsomini miei,
mia fissa pietra, potei,
libro d’orbi, lieto parte! 

I passi fai miei,
minimo slegar odo,
sever bene ,’ parola ‘.

Ira lagnai piano
te, lei, ma retro me.



domenica 19 aprile 2009

' Vonio e il Drago '


E' nota, è ira, è vite.
Opale pare esso.
Ala, voce nera,
ei voce a nate dive eleva.
Là vedo rosso re.
A, Eva, animal atroce!
Esso è là.
Lo vide eroe, Vonio, penare.
A, vate pio, e dir a te posso?
E a Eva?
E par oro....
Rape avea! E osso.
Peta, ride,
oi petava
eran (e poi!) nove ore.
E Divo là le osse
e corta lamina avea.
E rosso rodeva là, vele.
E vide tana e covi e arene.
Cova là osse e rape.
Là, poeti, v'e' arie atone.

Ulisse

E capre perda pigro Polifemo!


E lo sa , donna, và l'eroe
per amari mari.
E so, Re, ere nere,
se la' ti vide, tu, mera dama,
vela d'ogni mar.
O serene vele vanno dove Dio vole!

E nere sirene, Veneri serene

Odo la fina melodia.
Ma s'oro mi tingo d' eroe?
E vivrò, lo dico,
vari mari e polene passo.
Rossa Penelope ira mira.
Voci, dolor vive
e ore d'ogni timor osa!
Mai dò le mani. Falò dò.

E nere sirene, Veneri serene.

E lo voi, devo Donna.
Vè le vele nere.
Sò ramingo d'ale
v' ama dare, ( muti di vita )
le sere nere e rose.
Ira mira mare: posa Re!
E ore là vanno da sole.
O me filo porgi, padre, per pace!



mercoledì 15 aprile 2009

‘ peccar. . .tracce ‘

Aera matassa pesa,
c’ero!
Muri, sera, luce,
serene cerca là, sete.
Cor coronò,
mano onorò
croce tesa, l’acre cenere
secular
e sì rumore, case.
Passata marea.

‘ ispirazione ‘

Ai Valar, ave!
A valle, o Dono, eleva là Arte.
E' melassa, è miele,
e trae e mette le ali.
Fami: le ore dar a toni!
Là v'e' coro roco e dice
"Dalle are nere pas' anima, lamina sapere!"
Nera Ella decide
"O cor, oro c'e'! Vali! Nota raderò"
E lima fila elette: Me!
E' arte e Lei Me assale! Me!
E tra ala, vele o nodo
Ella va e vara la via

sabato 11 aprile 2009

Umanità castigata.

"O serra esorabile, ora boia! 
Già ridi, messo, Re; 
s'ormai sale eco, va su." 

E Socrate Iva non ama, aduna reotassi o la pietà da lupo? 
Coniò ignavi: i giulivi di revisionato novilunio, di girar felici la sera. 

Sub a iudice: dì l'uvola, Tax è vanità; l'atto Lg. 

Glotta latina vexata, l'ovuli decidui. Abusare salicile, Fra-Rigido in ulivo. 

Nota 

"Noi sì, veri divi" (Luigi IV, Angioino) 

Copula d'atei: palo issato, era nuda. 
Ama, non a vietar cose usa voce; e là "Siam rose rosse" mi dirai gaio, baro. 
E lì, baro s'è arreso.

' ore di vetro '


Ore di vetro per te, 
loro, fra far afono d’or ore. 
Via vai! 
Rado suono d’inno sacrale, 
là vela, tra cielo e mare 
varie catene, voi, giacer a l’agire vano 
del regger rose, se rosse dà, e traman, 
a rimirare meta, di moniti 
mordo l’odrò miti nomi da temerari, 
miran amar te, adesso rese. 
Sorregger le dona v’e’ riga, 
la recai giovane. Tace ira. 
Vera me o lei carta, 
levale l’arca, sonni, dono, 
uso d’aria. Vai! 
Vero rodono, farà far foro, 
le tre porte videro.

' vedrem '

Me doma,lì cinici,là modeM
E rodo mar e ramo d’orE
Rarefar or orafe raR
Dì al poi pio plaiD
Ergi tigrE
V
Ergi tigrE
Di al poi pio plaiD
Rarefar or orafe raR
E rodo mar e ramo d’orE
Me doma,lì cinici,là modeM
Merde vedrem

Erede far forte, te, tetro, fra federE
Ridar tra mari, dì diramar, tradiR
Ode valido, lì si lodi, là vedO
D’uso: nolo, volo, no suD
Onor tradì dar tronO
Medi, erti tre ideM
Atono loto lo notA
Raro doraR
ErrE
Raro doraR
Atono loto lo notA
Medi, erti tre ideM
Onor tradì dar tronO
D’uso: nolo, volo, no suD
Ode valido, lì si lodi, là vedO
Ridar tra mari, dì diramar, tradiR
Erede far forte, te, tetro, fra federE



Erodo mare e ramo d'ore

Due disposizioni, due titoli, uguale palindromo '


‘ viavai ‘

Viavai, viali vitrei, 
s’e’ l’ora per te, l’odo, 
lo so, sai salpare 
Per aplasia, 
s’oso lodo le tre parole. 
Sì erti vil ai viavai.
‘ aplasia ‘

Per aplasia,
s’oso, lodo le tre parole.
Sì erti vil ai viavai,
viali vitrei.
S’è l’ora per te, l’odo,
lo so, sai salpare.







' Haiku palindromo '

ridir amori
d’ardor odrà dirò ma
ridi
rai mia


‘ dispositivo notarile ‘

A sera dice: ‘ Retro me arte, preparare si deve veri, dar tassa corre tradotta od notarile or ora ( ridere ) darò proprietà e vo , devo. Ne mitigo rar tomi, nave, ogiva, noia, tono. Notaio navigo e v’animo tra rogiti, meno vedove a te, ir porpora d’eredi, rar oro e lira, tondo atto dar, terrò cassa. Tradire v’e’, vedi se rara perpetra, e morte recida resa ‘.

‘ Periplo palindromo ‘

Poi, sedare ira,
vero d’animo noti, pace,
reca pace cor
Colpire, pare, Dei salati
d’unico fine:
‘ seni, foci, nudità ‘.
Là siederà periplo
croce capace, recapito.
Nomina d’ore
varierà desio.


' tele Babele '


A! Martella da madonne serie, 
virai mere, Gio’, 
piede, ne vo’. 
Noto, vedo legna,
voce ibrida d’arte, i Paradisi. 
Vi si darà pietra, da dir
‘ bieco Vangelo ‘. 
Devoto, novene, Dei, 
poi Geremia 
rive, ire, senno, 
dama dalle trama.


‘ guardian ‘


Alone l’è vela van ah!
Otre feroce lì ressa e’ Lei 
frodar balli vidi, ladra! 
E’ morte ideale, era nera, 
manipolò nidi, filoni, burroni 
fra vele. Lai sai l’elevar 
finor rubino lì, fidino.  
L’opina mare, è là, è dietro me
arda lidi vil, Labrador 
fiele, asserì l’eco, refertò,
‘ ha navale veleno là ‘.


' Sbronza in party '

1 - E 
1 - ti 
2 - vale 
3 - con i vip? 
5 - Passi bere bis ! 
8 - Sappi: vino cela vite

" Haiku palindromo "

E' arte pura, 
dicitor erotici
da rupe trae

[ P.B. ]


Trittici palindromici

Atto di vita le rise,
porte vere vetro,
pesi relativi: dotta.
 
Ero lati rissa sorda, 
l'avaro dato t'adorava,
ladro sassi: ri-latore.


Trittici palindromici:
 ‘ Sfogliando le parole ‘
 

E' libello
bel lemma "mammelle"
bolle bile.


 
'Nei pressi del deretano'
 
Odoro l'osso sacro.
Palle della porca.
S.O.S., solo rodo!


 
Palindromata burina: 
 
 Ingessare l'osso flesso là.
 Lui pare non amorar, fosse fesso!
 Frà, Roma non era più là.
 L'osse 'l fosso le rassegni.

‘ A te il la ‘

E se là procedono, 
Taide, accesa d'ira, 
annoda l'alluci: 
caso raro, dolore vano. 
Usa nera cera 
per calamitare pseudo serpi. 
Rode atroce male; talamo allieta. 
A TE IL LA. 
O, ma la tela m'è corta 
ed o' ripreso due sperati. 
Ma la crepa reca rena 
(suona vero) 
L'odor a' rosa: 
ci culla la donna 
arida, secca 
e di atono decor palese.
Allietar è dire e rider: a te il là 
[PBC]
A ninna (non anni ! ) 
Roca Anì vide nani. 
O nano, utile icona 
fa danno, donna. 
Da Fano cieli tuonano: 
inane, divina 
a Corinna, non Annina



' Timori dirò mite. '

Poeta, 
per ipotetica sorte, 
non credo poter nascere 
se poi mi raggiunge la morte.


Ateo, 

per una iperonimia 
malanimo dotto 
sotto domina, 
là, 
mai minore. 
Pianure 
Poeta.

Autore, 
per idea, 
fato. 
No 
se poi 
me tocca 
trapasso.
L’ossa par tacco 
Te mio peso, 
nota,
fa e dir
è
però,
tua.

‘ idea d’aedi ‘
 
L’amar a' di musi 
duri di rudi, 
s’umida rama, l’idea, 
darà merda malevola 
depenalizza pazzi. 
Là ne pedalò vela madre. 
Mar a’ d’aedi. 

 ‘ idea di vie ‘ 
 
S’odon navi 
d’Ivan 
nodose, ivi,
d’aedi



RiR 
OdO, 
Dire D' 
OltrepassatO 
Mare qui troviaM 
Anelo ansiosa di veder quella velA 
Rispuntare all' orizzonte per poi, troppo presto, vederla ripartiR. 
E mi pare già di udire il suono delle avventure narrate e delle belle sirene là incontratE 
Rimango stupita, mi sembra di scorgerle tra le alte onde danzaR. 
Aleggia nel mare, sognante fantasiA, 
Meravigliati miriaM 
Or OceanoO 
Dolce, D' 
OrO 
RaR 
E'.

E se.....



se 
mai 
damina, 
l'amato ride, 
e' l'amore vero male, 
e dir o t'ama, 
l'anima 
dia 
me 
se...

Il Nano iseo

Eri dura 
Poesia. 
O mira Iseo 
per te 
C'è suono. 
Sonano. 
O Nano 
sono use cetre. 
Poesia rimo a Iseo. 
Par udire!


Palindrom_Ira


E' l'ora per udire, 
seri, 
dure parole. 
Or amara maledico 
velata nera notte. 
Male! 
E cari amici 
le fanno danno, 
Dama,Madonna, 
Donna, 
Felici. 
Ma ira c'è. 
E la metton 
arenata 
le voci 
de l'amar amaro. 
E' l'ora per udire, 
seri, 
dure parole.


L' amore e l' odio.

Era mal o tono noto 
l'amore? 
A so l'idea! 
Mirate amici 
le fortune minate. 
O so, lo so.. 
i doveri di dire t'ama. 
Amate! 
Ridi dire v'odio. 
so, lo so et 
anime nutro felici. 
Ma età rima è di "lo sa?" 
Ero mal o tono noto 
l'amare?


Palindrom_Eden

E noi su l' Eden. Avere e nere sere. 
Erede v'è d' ogni fallo 
se lame erette mi paion 
(eri tra miele e dolore) ieri, 
e dopo dono simili, vere, 
odo lì morte. Voto vile. 
E lì, voto vetro, mi lodo. 
Ere vili! 
Mi sono, dopo, Dei rei! 
Ero lode e lei martire, noi api. 
Metter è male, 
sol là fingo de vedere ere serene. 
Ere vane. Delusione!


E da re prono. O v'è Dio per ogni cosa! E noi n' rosso Re. E no! Da là finge sogni Marte a voi. D' amar tramare. Parole sue. Zitto, ne


D' 
idi 
rumor 
ascolto! 
Poi lodi diam 
a invincibili eroi, 
rose portiam sulle loro tombe gloriose 
infiniti melodici canti nel cielo s'elevano sempiterni 
dicendo storie vere di guerra e d'amor, 
intrecciando valorose 
rime coi cuori. 
O, grande 
morir 
ivi 
è!


Ei morì d'ira.Pari dirò mie ire ieri

Palind_rosa!

E da re prono. 
O v'è Dio per ogni cosa! 
E noi n' rosso Re. 
E no! 
Da là finge sogni 
Marte a voi. 
D' amar tramare. 
Parole sue. 
Zitto, nera rossa rosa poi 
( o irati Dei) mi donò. 
Noi, a promesse reperiam 
ire per esse. 
Mor! 
Paiono nodi mie dita. 
Rio, io passo raso rare notti. 
Zeus, è l'ora per amar. 
Trama Dio . 
Và! 
Et ramingo segni fà l' Adone 
Eros sornione. 
A so! Cingo Re 
poi devo onor per Ade!


Palindrom' Eco!

E' la' mare, ove desìo passò ramingo. 
Si, ei mi ride, voce o soave. 
Mò corre ogni filo sottile da me. 
Dev' il gelo saper cromare 
p'essere liberi. 
E' vero l'odio per te 
e udon uomini mia voce. 
E tetro, forte, te Eco vai! 
Minimo uno, due e tre poi dolore v'è! 
Ire, bile, resse per amor. 
Crepa! 
Sol egli vede ma delitto soli fingo. 
Erro, com' Eva oso. 
Eco v'è, dir i miei sogni. 
Ma rossa poi sedevo. 
Era male
?

Malinconoia

Ai! Ma m' inalai 
la malìa. 
Mi minò 
mono-noia. 
Lima la lama, la lima. 
Ami la lama, la lami. 
Là Io! 
Non omonimi mai là. 
Mali a l' anima mia!

ERCULES


O è dono de Ercole 
rar immani fatiche. 
Erano dodici. 
Dal leone all' Idra. 
Animali Diomediani. 
Augia. 
O eroe greco. 
E nivi dei, Zeus è padre. 
Perda pè sue zie divine. 
Docer Geo reo. 
A i guai in ade. 
Mò i " di là" mina. Ardi là! 
Là dici dò, donare. 
Eh! Cita fin ammirare. 
Lo credono Deo!

venerdì 10 aprile 2009

‘ epigrafe ‘

E mort’era miele.
Tonai: ‘ pianga l’aria, 
l’ora, pene, breve s’odora ‘.

Gelsomini miei, 
mia fissa pietra, potei, 
libro d’orbi lieto. Parte! 
I passi fai miei, 
minimo slegar odo, 
sever bene ‘ parola ‘. 
Ira lagnai piano 
te, lei, ma retro me. 



' alcuni di PierBeccuccio '

' Baci di miele '

E lei mi dica, braman iatture? 
Ma or adite? Voi parolieri di du' sogni? 
L'osar 
è solo di eroi fare rango seculare. 
Maledire la mano, non ama, le ride la mera luce. 
Sognare rafi. 
O! Re idolo, 'sera, solingo sudi, 
Direi l'ora, piove. 
Ti darò, erutta in amar, baci di miele.
E' van 
gioire di se, 
d'alloro. 
Con gerle 
d'ogni losanga 
l'amor 
a donna donarono, 
non adirerete, 
s'è corta allusione, 
E noi sulla 
atroce sete. 
Re ridano, non ora, no! 
Danno, d'aroma lagna, 
solingo del regno, 
corolla, 
desiderio ignave.


' Re de' mari ' 

Ogni mar era, 
mare vide idolatri, 
- alle navi re d'ami - 
non alle dame, 
tema dell'anonima deriva. 
Nella irta lo diedi, 
ver amare ramingo.

"... e mir calamaio, 
penna, 
ritengo 
grevi vergogne tiranne 
poi ama lacrime ..."

Otre: 

cortili 
di vetro paion. 
Noia. 
Porte, 
vidi litro certo

' Abigeato '

Italo: 
ivi, dopo, 
rete 
io ubicai, 
sì da rapire 
neonate 
a Gaetano 
e neri, 
paradisiaci 
buoi, 
eteropodi 
violati.