Componimenti palindromici

martedì 9 giugno 2009

' Rime: l'emir '

Ed aver oceani,
mai onde, ore pigre.
O soli e forti o d’ore luce,
non albe
Alberi desolati miro.
Re de’ sogni, psiche,
re: del tuo esser prema.
Ode corta rimo
e trame, cetra, sono.
Ove bare sono
ne mire so donare care.
Sona favella bella,
ella pare satir’ tosta:
menar ella sa gote piene
e ne viso ceda riso.
Rime! Ori! Belle!
Danno sono novo.
M’e’ male (e dicale).
Dilla: parola è diva.
Amore, core, calore.
E’ viva l’attesa, la resa.
A rei falò, si, narrare fiele devo.
Re, pieni falo’, rimelle daro’.
Emiro, o rime, aveva le biro.
E vo dove
oribel’ aveva emiro, o rime.
Ora dell’emiro la fin.
Ei pero’ vede lei! Ferrara: n’isola fiera.
A sera la setta la’ vive.
Ero lacero, c’ero…
Ma avide, a l’ora pallide e l’acide, lame movono, no!
Sanno delle biro, emiro?
Si rade così vene e nei.
Peto gas alle rane.
Mat’ so’?
Trita sera palle, alle balle vafan…..(osera’? )
C’erano d’osè rime.
(Non osera’.)
Bevo o no?
S’arte c’e’….Marte! O mir’ atro?
Cedo a mer’ presse.
Out.
Leder…eh...Ci spingo:seder!
O rimi tal ose’?
Dire bla e bla non è cul.
Erodo i trofei, lo so,
ergi pero’
ed noia mina
e cor evade.

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